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giovedì, 23 febbraio 2006

CI SPOSTIAMO:

Ho cambiato dominio, questo: www.fnsanbenedetto.altervista.org sarà il nuovo sito della sezione di Sanbenedetto, per qualsiasi informazione contattatemi via e-mail: fnsanbenedetto@libero.it 

postato da: fnsbnt alle ore 15:54 | link | commenti (1)
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Comunicazione di Servizio:

All' attenzione di tutti i camerati: stò aggiornando il sito con meno frequenza in quanto stò cambiando dominio, lo stò collegando con altervista. Quando sarà pronto (cose fondamentali) vi comunicherò il link!!!!

Camerata Sanbenedetto 

 

postato da: fnsbnt alle ore 13:36 | link | commenti
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mercoledì, 22 febbraio 2006

ANDATE A VEDERE

QUESTO LINK: http://www.matrix.mediaset.it/videogallery/2006/02/17/videogallery.shtml

Troverete il video di matrix dov'è stato ospitato

 il Segretario Nazionale Roberto Fiore

 

postato da: fnsbnt alle ore 12:05 | link | commenti
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lunedì, 20 febbraio 2006

Il 9-10 APRILE 2006
VOTA


ALTERNATIVA SOCIALE

Accordo elettorale


Con la conferenza tenuta oggi da Alessandra Mussolini e Silvio Berlusconi, è stata confermata
l’ alleanza fra Alternativa Sociale ed il centrodestra per le prossime elezioni politiche.
Nel corso della conferenza stampa, la piattaforma politico-elettorale che AS ritiene fondamentale per superare l’emergenza in cui versa l’Italia (già presentata all’ opinione pubblica durante la conferenza stampa tenuta ieri dai tre segretari all’ Hotel Nazionale) è stata accettata in toto da Silvio Berlusconi.
Fiore, la Mussolini e Tilgher avevano dato in giustificazione dell’ accordo con il centrodestra, le seguenti motivazioni :


1) La necessità di superare una legge elettorale altamente penalizzante per le formazioni che intendono presentarsi fuori dagli schieramenti.
2) La possibilità di orientare attraverso la piattaforma politico elettorale l’opera del futuro governo Italiano.
3) La possibilità di mantenere totalmente inalterata la propria base dottrinaria senza dover cedere ai diktat del politically correct.
4) La necessità di impedire una vittoria delle sinistre che porterebbe rapidamente l’Italia ad una deriva comunista e zapaterista.
Questa decisione sofferta ed importante per il futuro di AS e forse della stessa Italia, è stata confermata nella sua validità dal profilo umano e politico e dall’ integrità morale che i tre segretari hanno dimostrato in questi giorni.
Alcuni mesi fa, Roberto Fiore promise che l’ accordo sarebbe stato fatto solo in caso di accettazione da parte del centrodestra di una serie di punti che AS proponeva .
Questa promessa, con il depotenziamento della Legge Mancino avvenuto alcune settimane fa e l’ accettazione pubblica e solenne da parte di Berlusconi dei punti di AS, viene finalmente ed inequivocabilmente mantenuta.

 

postato da: fnsbnt alle ore 12:27 | link | commenti (6)
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sabato, 11 febbraio 2006

Il mito dello spontaneismo e l’affidabilità di Bertinotti

Siro Mazza
11/02/2006

Bertinotti mente e sa di farlo, nel momento in cui sostiene, davanti alle proteste dei suoi alleati e ai predicozzi di Ciampi, che «la massa è incontrollabile», e che lui non può farci niente, rispetto alle «spontanee azioni dal basso del movimento».
Leader di un partito che conta fra le sue file un’ala «trotskista», sa fin troppo bene che l’azione rivoluzionaria non emerge spontaneamente, come i fiori di un campo, ma è sempre dovuta alla strategia di una minoranza attiva, che la pianifica, la organizza e la fa esplodere.
Fu Curzio Malaparte, nel suo lucido (e ancora attuale) saggio sulle «tecniche del colpo di Stato» a descrivere in questi termini la rivoluzione bolscevica, non rivolta di un popolo, ma azione di un nucleo ideologizzato e militarizzato, dietro a cui le masse russe non fecero che accodarsi.
La storia offre esempi a iosa, in tal senso: dai club giacobini e dalle logge massoniche che innescarono la rivoluzione francese, fino all’odierna politica estera americana, frutto della lobby neocon, non a caso formata, in massima parte, da ex(?)-trotskisti di origini ebraiche, come il loro ispiratore.
Per passare, ovviamente, al «sacco di Genova» del 2001, più volte evocato, in questi giorni, come pericoloso antecedente rispetto a quanto potrebbe succedere nella Torino delle Olimpiadi invernali.

Chi scrive queste righe fu testimone diretto, come inviato, di quelle terribili giornate, e ne conosce i retroscena.
E in un libro-inchiesta del 2002 dimostrò, dati alla mano, la «eterodirezione» del movimento no-global e della galassia dei centri sociali - le stesse frange che, come ha denunciato il ministro Pisanu, guidano ed egemonizzano le «proteste no-Tav» - rispetto a ben identificabili centri di potere nazionali ed esteri.
Si tratta dei partiti della sinistra - parte elettoralmente e politicamente fondamentale, va ricordato, dell’Unione prodiana -, ma altresì di agenzie mediatico-culturali, gruppi intellettuali, e, a livello internazionale, ONG e persino entità finanziarie, che usano lo «spontaneismo antiglobalista» per i loro interessi.
Chi ci dice, infatti, che a qualcuno l’arretratezza infrastrutturale italiana non faccia maledettamente comodo?
Si avvererebbe così, ancora una volta, l’acuto aforisma di Spengler: «la sinistra fa sempre il gioco del grande capitale, talvolta persino senza saperlo»!

Ora, il problema è sì di ordine pubblico, ma innanzitutto e essenzialmente di ordine politico e istituzionale.
L’alibi infantile dietro cui si trincera il subcomandante Fausto («sono ragazzi!… », direbbero a «Striscia la notizia», il più serio e credibile programma di informazione italiano) rivela la sua futura strategia, nella malaugurata ipotesi di vittoria elettorale del centrosinistra.
Occupazione di posti istituzionali e contemporaneo appoggio alle «proteste dal basso»; zapaterizzazione a colpi di maggioranza, a livello parlamentare, agli ordini di Guadagno, alias Luxuria, Vladimiro (un nome russo, per ironia della sorte: vi immaginate cosa ne avrebbe fatto il compagno Stalin, di tipi simili?!) e simultanee «azioni dirette» di gruppuscoli violenti ed eversivi, agli ordini dell’onorevole (sic!) Caruso.
Ciò, è evidente, rappresenterebbe un grave vulnus rispetto al già traballante e squalificato ordinamento democratico e costituzionale; un capovolgimento dei meccanismi istituzionali su cui si fonda la malandata Repubblica, un pericolosissimo preambolo a ulteriori derive sovversive: ipotizzate la Protezione civile sostituita da un corpo di «milizia proletaria» formata da autonomi e no-global…
La speranza, allora, non va certo riposta in quegli ultimi arnesi del catto-progressismo che squittiscono tenui proteste buoniste, ma già pregustano i frutti della spartizione unionista, bensì in un moto di togliattiano orgoglio da parte dei legittimi eredi del PCI, affinché, secondo una lunga tradizione «stabilizzatrice», riducano i neo-trotskisti alla ragione.
Se vogliono, possono farlo benissimo: a Firenze, nell’autunno del 2002, nonostante gli allarmi dei media e degli ottusi politici di centrodestra, la radunata del Global Forum (che l’anno prima aveva distrutto Genova) scorse liscia come l’olio, sotto il ferreo controllo del servizio d’ordine della CGIL e per l’orgoglio «istituzionale» del governatore Martini…

Siro Mazza

                                                                                                                               

07\02\06 10 febbraio, fiornata del ricordo dei martiri delle foibe :

Il “Comitato 10 Febbraio” nasce in concomitanza con la prima celebrazione della “Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati”.
Finalmente dopo troppi decenni di oblio il Parlamento italiano ha approvato la legge di istituzione della “Giornata del ricordo”, restituendo così dignità alla memoria delle migliaia di italiani trucidati barbaramente sul confine orientale e dei 350.000 connazionali costretti all'esilio dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani del Maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica attuata nei confronti dei cittadini italiani.
Tra pochi giorni la Repubblica Italiana celebrerà ufficialmente questa ricorrenza, e questa dovrà essere l'occasione per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie né colpevoli dimenticanze.

A tal proposito il “Comitato 10 febbraio” nasce per creare una sinergia tra tutti coloro i quali intendano celebrare la giornata del ricordo, sensibilizzando le migliaia di italiani che pur non avendo letto questa storia sui loro libri di testo, sono consapevoli di come un popolo che dimentica i suoi martiri non possa considerarsi tale.

Il Comitato - al quale si inviteranno ad aderire Associazioni, movimenti, organizzazioni giovanili di partito e non, sindacati, enti locali e personalità del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, dello sport - si prefigge di:

• pubblicizzare le iniziative in programma per le celebrazioni del 10 Febbraio;

• sostenere la Amministrazioni locali nell'organizzazione e nel coordinamento di iniziative volte a dare la massima diffusione e conoscenza alla “Giornata del Ricordo”;

• raccogliere le adesioni di importanti personalità del mondo dell'arte, dello spettacolo, della cultura, dello sport, dell'economia e della politica al fine di divulgare presso il più vasto pubblico l'importanza delle celebrazioni del 10 Febbraio;

• diffondere presso le giovani generazioni, attraverso i canali della scuola e dell'università, la memoria della tragedia dell'esodo e del genocidio degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia;

• redigere e pubblicare volumi di approfondimento, filmati e mostre tematiche.

In occasione delle prossime celebrazioni il Comitato produrrà un grande quantitativo di spille tricolori che diventeranno il simbolo di riconoscimento per tutti quegli italiani che vorranno con questo semplice gesto ricordare il 10 Febbraio, siano essi cittadini comuni o personalità.

Attraverso lo strumento della spilla tricolore, il Comitato si prefigge l'obiettivo di creare un meccanismo di condivisione, di partecipazione e di moltiplicazione del messaggio affinché questo possa raggiungere quanti più italiani possibile.

A tal fine, saremmo lieti di poter contare sulla sua adesione e sulla sua convinta partecipazione.


www.10febbraio.it





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martedì, 07 febbraio 2006

PIERMATTEO, PRESENTE!

LE SEZIONI DI LANCIANO ED ATESSA COMUNICANO LA PREMATURA MORTE DI UN CAMERATA, ROCCALBA PIERMATTEO, DECEDUTO LA SCORSA NOTTE IN SEGUITO ALLE TRAGICHE COMPLICAZIONI DI UN MALE TERRIBILE.
I CAMERATI TUTTI, STRETTI IN UN FERMO "PRESENTE", DANNO L'ADDIO AD UNO DEI LORO PIU' VALIDI ED AGGUERRITI FRATELLI.

I CAMERATI DEL PICENO PARTECIPANO AL DOLORE

COMPAGNO ROLEX LUCARELLI

Cerca di comprare 30 rolex (cosa se ne fa uno…forse per rivenderli?bah) ma lo truffano pure…ingenuo. Ecco il capitalcomunismo del compagno Lucarelli…rolex d’oro e pugno chiuso!

Lucarelli in tribunale: pagò 240 milioni per Rolex mai ricevuti

TRENTO, 7 febbraio 2006 - Abilissimo nei dribbling in area un po' meno con i truffatori: Cristiano Lucarelli è infatti la vittima di una truffa da 240milioni avvenuta nell'agosto 2000 a Cavalese, quando il giocatore era in ritiro con il Torino. L' attuale giocatore del Livorno consegnò ad una persona, degli assegni per un totale di 240 milioni come pagamento per la fornitura di una trentina di orologi Rolex modello Daytona. In cambio ricevette due assegni per un analogo importo complessivo da restituire al momento della consegna degli orologi. Cosa poi mai avvenuta, con l'aggravante che gli assegni sono risultati non onorabili. Da allora l' uomo è scomparso nel nulla. Abita a Firenze, ha 38 anni ed è conosciuto nel mondo del calcio per altre truffe messe a segno ai danni di altri calciatori di primo piano.

 

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lunedì, 06 febbraio 2006

PRENDETE A CALCI SOLO GESU'

La sinistra che censura la satira sull'Islam sputa a piacimento sul Papa e la Chiesa.
Questo dileggio continuo e insistito non suscita alcuna protesta, e se qualcuno eccepisce è trattato come un oscurantista. In Occidente, e specialmente in Italia, la par condicio tra le religioni non vale: ci si inchina all'Islam, guai a chi lo sfiora, ma Cristo si può prendere a calci. Chiodo più chiodo meno, si lascia fare...
Antonio Socci analizza il fenomeno di questo doppiopesismo suicida.

Ieri Libero ha pubblicato le "vignette sataniche". In realtà non avevano nulla di diabolico, erano modeste prese in giro della barba di Maometto. Abbiamo fatto questa scelta per rivendicare un diritto di libertà. Oggi riproduciamo una serie di vignette di Vauro dove sono ridicolizzati Cristo, i santi e le pratiche religiose cattoliche.

di ANTONIO SOCCI
Dalla prima pagina dell'Unità, Sergio Staino e Adriano Sofri lanciano un appello perché i giornali europei, per difendere la libertà di stampa sotto attacco, pubblichino tutti insieme in prima pagina le vignette che hanno scatenato le ire dei musulmani. Però l'Unità non le pubblica, se non una sola, innocua, nella remota pagina 11, tratta da Le Monde.
Insomma l'Unità lancia l' appello agli altri, ma è come dire «Armiamoci e partite».
I cuor di leone per ora tentennano. Eppure quello di Staino e Sofri è un vibrante allarme: denunciano il «mostruoso attacco oscurantista» (che esagerati, quando l'integralismo islamico ha massacrato 2 milioni di cristiani e animisti in Sudan non era un attacco più mostruoso? Eppure nessun appello e nessuna denuncia dagli intellettuali progressisti). Poi Sofri e Staino affermano che è in gioco «la libertà di opinione e di espressione dei popoli europei» e occorre «dimostrare ai seguaci dell'oscurantismo più reazionario che non siamo disposti a cedere le nostre convinzioni democratiche di fronte a nessuna minaccia».
Questo è giusto. Ma ci si sarebbe aspettati che pubblicando in prima pagina parole così altisonanti l'Unità facesse seguire sulla stessa pagina la pubblicazione delle vignette. Macché. Non dobbiamo forse difendere «le nostre convinzioni democratiche» di fronte alle «minacce»? Come si spiega la timidezza dell'Unità e degli altri giornali di solito sempre così dissacratori, sempre a menare il torrone con Voltaire e con la laicità, contro il clericalismo e la Chiesa? Semplice. Sulla Chiesa si può sputazzare a piacimento, è come menare uno con le mani legate, ma sugli imam neanche per idea.
Leggo che proprio in questi giorni a Firenze (la città di Staino e Sofri) i collettivi della Sinistra studentesca della facoltà di Lettere hanno lanciato, al «bar autogestito», una «grande» iniziativa culturale su Pacs, Chiesa e legge 194. Pare che il programma preveda: «Aperitivo anticlericale, musica blasfema e bestemmia libera». Sarebbero gli stessi, secondo i giornali, che a Natale affissero su un muro una bestemmia contro Gesù Bambino (e si segnalano altre analoghe iniziative "illuminate").

DUE PESI, DUE MISURE
Naturalmente anche questi signorini, che si sentono paladini della laicità, si guardano bene dall'andare a fare cose analoghe in un paese islamico o nei quartieri di immigrazione musulmana delle nostre città. Loro picchiano solo sui cristiani che non minacciano nessuna laicità e che sono non-violenti.
Del resto, negli anni Settanta, i compagni in branco addirittura sprangavano i «porci ciellini» nelle scuole e nelle università. Sanno da sempre che picchiare sui preti e i cattolici (far vignette su Gesù Cristo e la Madonna) è come menare un bambino, perché neanche si difendono. Per questo i giornali laici e "de Sinistra" ci danno dentro, con piacere. È il conformismo di oggi.
Come in Alabama ridacchiare dei negri al saloon. Ma con gli islamici tutta la vena provocatoria e dissacratrice sparisce. Tutto lo zelo per la laicità dello Stato è divorato dalla strizza. I laici e "de sinistra" se la fanno sotto davanti ai fratelli musulmani. Tutti ricordano la fine che ha fatto il povero Theo Van Gogh e nessuno vuol fare l'eroe. Sugli eroi veri, come Fabrizio Quattrocchi, lorsignori intellettuali e politici ironizzano o storcono il naso tenendo bene il culo al caldo in Italia.
Certo c'è sempre il "teorema Vauro" secondo cui la rabbia degli islamici è da giustificare perché avrebbero subito gravi torti dall'America. Però fa acqua da tutte le parti perché i primi a insorgere sono stati i sauditi (proprio il regime alleato degli Usa, quello che proibisce ai cristiani perfino di portare il crocifisso al collo perché sarebbe blasfemo). E fa acqua anche perché le masse islamiche se la sono presa con l'Europa filo-islamica e anti-americana e non con Bush. Infine perché il "teorema Vauro" dice l'opposto del teorema (anch'esso di sinistra) di Staino e Sofri secondo i quali «se lasciamo passare questa feroce macchinazione senza una risposta forte rischiamo che, un domani molto prossimo, la stessa cosa possa accadere a qualunque altro giornalista, sia esso disegnatore o inviato o editorialista eccetera». Mi sembra un ragionamento giusto. Se l'Europa se la farà sotto oggi, domani che i musulmani presenti nei nostri Paesi saranno di più - per evitare aggressioni e reazioni - ci sentiremo costretti anche a bandire la Divina Commedia (dove Maometto è rappresentato in modo molto duro) e magari gli affreschi che riempiono l'Italia.
Del resto tutto il mondo islamico è arroventato di rabbia contro vignette che nessuno di loro ha neanche visto perché è proibito riprodurle. Il dolore di chi si sente offeso, nei suoi sentimenti religiosi, da quelle vignette, è da rispettare (se è non violento). Ma ormai mi sembra che vada in scena il rancore del fanatismo e dell'ideologia. Ora anche l'Europa - di solito così anti-israeliana e filopalestinese - può sperimentare che significa avere a che fare con questa bella gente sbraitante e scatenata. Ora dovrebbe capire come vivono gli israeliani e le minoranze cristiane perseguitate (e sempre snobbate da tutti) in quei regimi islamici. E ora l'Europa laicona dovrebbe anche realizzare da dove viene veramente l'attacco alla laicità dello Stato e ai diritti civili.
Il caso ha voluto che lo scandalo scoppiasse proprio il 2 febbraio che è l'anniversario della prima lacrimazione di sangue della Madonnina di Civitavecchia, avvenuta il 2 febbraio 1995, undici anni fa.
Si ricorderà che canizza si scatenò contro quella povera statuina e contro la famiglia Gregori che dovette difendersi addirittura in tribunale. Il settimanale satirico della Sinistra post-comunista, "Cuore", allora si divertì per molte settimane. La prima settimana titolò sghignazzando: «Miracolo a Sassuolo: una Madonna ride. Un segno di speranza dopo mezzo secolo di lacrime pre-elettorali». Il 4 marzo un'altra copertina un po' più greve: «Incredibile! Lacrime di sangue: i periti svelano un'atroce verità. È sieropositiva la Madonna di Civitavecchia». E la settimana dopo: «Miracolo a Terrasini: Sanguina anche un carabiniere» (e qui evito di commentare il riferimento al suicidio del maresciallo Lombardo).

COME A CIVITAVECCHIA
La sinistra laico-ridanciana, abituata a sghignazzare di tutti - ma mai a piangere sulle vergogne e gli orrori della propria storia - non prende neanche in considerazione l'esistenza del Mistero che ha affascinato le menti più geniali della modernità, come Einstein. Eppure il mistero della realtà è immensamente più grande dei nostri pregiudizi, come diceva Shakespeare.
E lo si intuisce anche da fatti clamorosi e scientificamente inspiegabili come quello di Civitavecchia sul quale sono appena stati pubblicati i risultati di undici anni di indagini nel libro "Lacrime di sangue" (Sei) e nel volume di Riccardo Caniato, "La Madonna si fa la strada" (Ares). Le analisi radiografiche hanno permesso di accertare che la statuetta è di gesso pieno, «non sono risultate al suo interno strutture o apparecchiature o cavità, pertanto viene escluso ogni trucco interno», infine quel sangue «non poteva essere prodotto dal materiale della statua». È egualmente impossibile che qualcuno possa aver artatamente iniettato il liquido dal momento che le lacrimazioni sono state viste iniziare da persone del tutto diverse (a quella avvenuta a casa del vescovo, per esempio, dopo alcuni giorni di conservazione della statua in Curia, non era presente nessuno della famiglia Gregori o di coloro che hanno assistito alle altre lacrimazioni). Oltretutto il sangue delle 14 lacrimazioni, avvenute in luoghi diversi, davanti a persone diverse, appartiene tutto a uno stesso, unico individuo. Chi è quest'uomo misterioso? E come e perché una statua raffigurante la Madonna piange il suo sangue? Perfino la magistratura che si era messa in moto per denunce e polemiche giornalistiche molto violente, dopo anni di indagini, avendo fatto tutti gli accertamenti del caso (sulla statuetta, sul sangue e sui protagonisti della vicenda) ha infine chiuso la sua inchiesta ammettendo la verità storica degli eventi (il 16 ottobre del 2000 ha cioè archiviato il procedimento relativo al presunto abuso).
Le accesissime polemiche, di sapore pesantemente anticlericale, dei primi giorni, che avevano portato a denunciare l'«abuso di credulità popolare», si sono dissolte in seguito, di fronte all'evidente inspiegabilità scientifica di quelle lacrime umane piante da una statuina di gesso. La Commissione insediata dalla diocesi ha interrogato 40 testimoni, «che variano per anni, sesso, condizione sociale, fede religiosa». Tutti «si sono presentati liberamente e senza alcun interesse personale hanno giurato di dire la verità, hanno dichiarato di aver visto le lacrime formarsi e scendere, quindi in movimento, e che al momento nessuno stava manomettendo la statuina».
Inoltre «i professori Angelo Fiori e Umani Ronchi sono stati anche ascoltati dalla Commissione teologica davanti alla quale hanno ribadito i risultati delle indagini da loro effettuate e consegnate al Vescovo affermando anche la non spiegabilità scientifica del fenomeno».

UNA LEZIONE D'AMORE
Dall'aspra contesa che oggi oppone un Occidente laico, scettico e cinico, a un mondo islamico fanatico e intollerante, la Chiesa resta al di sopra o a margine, silenziosa e stupita dell'evidenza del Mistero che irrompe nella storia e nella nostra vita quotidiana. Con un segno inspiegabile di dolore e di misericordia come a Civitavecchia. Un segno che interroga la ragione e la scienza. Un segno il quale ci rivela che la più esaltante libertà dell'uomo non è sghignazzare, ma riconoscere il Mistero e il Suo amore per noi.
La più alta dignità dell'uomo non è ridere, come sembra insegnare Umberto Eco nel "Nome della rosa", ma amare.

 

MARTIRIO IN TURCHIA: E’ ORA DI REAGIRE
Il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore dichiara, a proposito del sacerdote romano ucciso a Trebisonda, che “l’ Europa deve difendersi dal più serio attacco che la civiltà cristiana ed europea hanno subito da 60 anni a questa parte”. Questa attacco, fomentato da oscure lobbies anticristiane e portato avanti da fondamentalisti islamici, mira ad eliminare definitivamente, dopo 2000 anni, le comunità cristiane in Asia Minore e Medio Oriente.
Fiore promuoverà presso i partiti Nazionali Europei (Front National, Vlams Blok, FPO, British National Party ) un’azione congiunta e continua in difesa di tutte le comunità cristiane in pericolo ed in via di estinzione, in Kossovo, in Turchia e in tutto il Medio Oriente.
Forza Nuova presidierà mercoledì prossimo alle ore 16.00 in protesta per l’omicidio del sacerdote italiano, l’Ufficio Turistico Turco in Piazza Esedra.

 





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domenica, 05 febbraio 2006

CAMORRA E SINISTRE A BRACCETTO IN CAMPANIA

Negli ultimi anni sono 19 i comuni campani sciolti per infiltrazioni mafiose; in tutto il resto d’Italia sono in tutto 17. Per la prima volta, sempre in Campania, è stata sciolta anche una ASL. Altre nove amministrazioni comunali campane sono sotto indagine e minacciate di scioglimento. Si tratta di amministrazioni di centro-destra e di centro-sinistra, ma con una netta prevalenza di quelle di centro-sinistra. Tutto ciò in una regione dove la sinistra raccoglie il 62% dei voti, una delle più rosse d’Italia. La sinistra parla di complotto e il famigerato vetero-democristiano Ciriaco De Mita (sempre organico ai comunisti, amico del cuore del fondatore di Repubblica Eugenio Scalari e miracolosamente scampato al repulisti di Tangentopoli) ha la faccia tosta di parlare di complotto ordito da Prefetture e fascisti!
La situazione campana fa il paio con lo storico connubio tra alcune cosche calabresi (particolarmente le consentine) con la massoneria e la ‘ndrangheta.
I comunisti controllano la magistratura e fanno affari con le mafie. La storia risale al 1945.
Per risanare il nostro paese, per restituire l’Italia ai cittadini onesti l’unica alternativa è FORZA NUOVA!

 

COSTRUISCI IL TUO FUTURO!!!


 

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Morta la mamma coraggio



Dopo due anni di sofferenze e di speranze, è morta Antonietta, la mamma coraggio che disse no alle cure per far nascere il figlio. Avrebbe compiuto 33 anni il 19 febbraio.Circa due anni fa, i medici le avevano diagnosticato una grave forma di tumore al seno. I medici le consigliarono di abortire, per potersi così sottoporre in breve tempo alla terapia antitumorale. Ma lei scelse di andare avanti. Dopo la nascita del figlio, l'operazione a Milano e la drammatica constatazione che il male si era espanso in altre parti del corpo. Ma la fede in Dio e l'amore smisurato per il bambino che aveva dato alla luce le diedero la forza e la speranza necessaria per andare avanti fin quanto ha umanamente potuto. E, nella notte tra venerdì e sabato, tra il dolore del marito, dei cari genitori e di tutta la famiglia, Antonietta si è spenta con un sorriso sul viso. Sa che il suo nobile e straziante sacrificio non è stato vano: ha permesso ad una giovane vita di sbocciare.
In un mondo di rovine, esempi di fede, di coraggio e di amore del genere possono essere considerati come splendidi fiori nel deserto.

 

NICK GRIFFIN CAPO DEL BNP VINCE IL PROCESSO
Clamorosa vittoria di Nick Griffin al processo per istigazione all'odio razziale. Dopo settimane di udienze la giuria ha deciso in favore di Griffin ed ha stabilito che i discorsi
"antimussulmani" in cui Griffin preconizzava che gli islamici di seconda generazione avrebbero costituito una potenziale base di terroristi, non costituiscono reato.
Negli ultimi giorni il Bnp è stato inondato da adesioni e manifestazioni di simpatia.


RICORDO DI ROMANO MUSSOLINI



Risale a oltre 10 anni fa l’ occasione che ebbi di conoscere Romano Mussolini. Nel nostro esilio Inglese fummo avvicinati da un comune amico che ci propose di organizzare un suo concerto nella capitale inglese. Consapevoli che il fatto non era politico ma si collocava in quel contesto di iniziative sociali e culturali che, come gruppo londinese organizzavamo a volte in collaborazione con la Chiesa Italiana o con il Centro Culturale Italiano, ci dichiarammo disponibili. Ma il cognome famoso e la nostra “fama “ in Inghilterra fece in modo che gli antifascisti inglesi in questo molto simili a quelli italiani, considerassero questo concerto un affronto e decidessero di impedire l’ evento. Il giorno arrivò e il noto albergo londinese, in cui doveva aver luogo il concerto, veniva presidiato da noi, dagli antifascisti e dalla Polizia. Ignari affluirono centinaia di immigrati italiani e di curiosi per ascoltare il musicista. Quando gli estremisti di sinistra confidando nell’ apparente scarna protezione esterna, penetrarono da una porta di sicurezza cercando di entrare nella sala del concerto, non ebbero il tempo di capire che il vero schieramento a protezione era all’ interno dell’ albergo. Il risultato fu il fallimento dell’ attacco con numerosi assalitori prima all’ ospedale e poi arrestati. Il pubblico non si rese conto di nulla e si divertì in quella bella serata di musica italiana. Noi invece quella sera sentimmo, come forse poche volte nella vita, un sapore di gioiosa vittoria e toccammo forse il momento migliore di una comunità che nonostante l’ esilio, le persecuzioni e le difficoltà aveva dimostrato di fare ciò che voleva anche nella lontana Londra. Il giorno dopo approfittammo della presenza di Romano Mussolini ed organizzammo un incontro con la nostra comunità . Ascoltammo i ricordi di un figlio che veniva amabilmente rimproverato dal padre perchè non andava bene in qualche materia , ascoltammo i ricordi di una tipica tranquilla famiglia italiana. Conoscemmo un Romano mite e buono, pacatamente fascista e innamorato di suo padre come accade spesso ai figli che lo perdono giovani. Conoscemmo attraverso le parole del figlio un Benito padre di famiglia, che con le sue ordinarie preoccupazioni per i propri figli, possedeva una umanità travolgente. Non pensavo in quei momenti che la vita e la mia fede politica mi avrebbe portato a rivederlo 10 anni dopo, questa volta come padre di Alessandra Mussolini, mia alleata politica. Oggi la sua anima è nelle mani di Dio: a cui offriamo le nostre preghiere per Romano e per la Resurrezione d’ Italia. Il Segretario Nazionale Roberto Fiore RICORDO DI ROMANO MUSSOLINI


Risale a oltre 10 anni fa l’ occasione che ebbi di conoscere Romano Mussolini.
Nel nostro esilio Inglese fummo avvicinati da un comune amico di che ci propose di organizzare un suo concerto nella capitale inglese.
Consapevoli che il fatto non era politico ma si collocava in quel contesto di iniziative sociali e culturali che, come gruppo londinese organizzavamo a volte in collaborazione con la Chiesa Italiana o con il Centro Culturale Italiano, ci dichiarammo disponibili.
Ma il cognome famoso e la nostra “fama “ in Inghilterra fece in modo che gli antifascisti inglesi in questo molto simili a quelli italiani, considerassero questo concerto un affronto e decidessero di impedire l’ evento.
Il giorno arrivò e il noto albergo londinese, in cui doveva aver luogo il concerto, veniva presidiato da noi, dagli antifascisti e dalla Polizia. Ignari affluirono centinaia di immigrati italiani e di curiosi per ascoltare il musicista. Quando gli estremisti di sinistra confidando nell’ apparente scarna protezione esterna, penetrarono da una porta di sicurezza cercando di entrare nella sala del concerto, non ebbero il tempo di capire che il vero schieramento a protezione era all’ interno dell’ albergo.
Il risultato fu il fallimento dell’ attacco con numerosi assalitori prima all’ ospedale e poi arrestati.
Il pubblico non si rese conto di nulla e si divertì in quella bella serata di musica italiana. Noi invece quella sera sentimmo, come forse poche volte nella vita, un sapore di gioiosa vittoria e toccammo forse il momento migliore di una comunità che nonostante l’ esilio, le persecuzioni e le difficoltà aveva dimostrato di fare ciò che voleva anche nella lontana Londra.
Il giorno dopo approfittammo della presenza di Romano Mussolini ed organizzammo un incontro con la nostra comunità . Ascoltammo i ricordi di un figlio che veniva amabilmente rimproverato dal padre perchè non andava bene in qualche materia , ascoltammo i ricordi di una tipica tranquilla famiglia italiana. Conoscemmo un Romano mite e buono, pacatamente fascista e innamorato di suo padre come accade spesso ai figli che lo perdono giovani. Conoscemmo attraverso le parole del figlio un Benito padre di famiglia, che con le sue ordinarie preoccupazioni per i propri figli, possedeva una umanità travolgente.
Non pensavo in quei momenti che la vita e la mia fede politica mi avrebbe portato a rivederlo 10 anni dopo, questa volta come padre di Alessandra Mussolini, mia alleata politica.
Oggi la sua anima è nelle mani di Dio: a cui offriamo le nostre preghiere per Romano e per la Resurrezione d’ Italia.


Il Segretario Nazionale
Roberto Fiore




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sabato, 04 febbraio 2006

Si avvicinano le elezioni
I soliti idioti dell’antifascismo militante rimettono le bombe. Scusate compagni, ma i bombaroli non erano gli altri?   

 


Nuovo attentato nella notte a Verona: con una bomba carta preso

 di mira il Black Brain, negozio di un noto skin locale.

[ No Global ] chi paga il conto?


A Genova nel luglio 2001 il "Genoa Social Forum" di Agnoletto è riuscito a radunare oltre a, 300 mila persone , 700 associazioni e sigle per manifestare contro il liberismo globale.La domanda sorge spontanea? Chi paga queste decine di migliaia di militanti itineranti, alloggiati e mantenuti per una settimana, fra concerti, conferenze, ospiti d'onore invitati dall'estero?
Personalmente sono arrivata a ipotizzare finanziatori di Paesi lontani che nel mondo globalizzato hanno "spinto ed aiutato" questa come le altre manifestazioni antiglobal.

Ad una prima analisi sembrerebbe un pensiero in antitesi, ma riflettendoci meglio le cose non sembrano poi così strane.A conferma un giorno casualmente leggo che……Il Wall Street Journal il 13 agosto del 2001 spiega in parte il mistero di chi paga gli antiglobal.Così il quotidiano finanziario di New York riferisce che, il Genoa Social Forum è ricalcato sul modello di un International Global Forum, finanziato dalla "Foundation for Deep Ecology" una fondazione culturale creata dal miliardario D.Tompkins, e dotata di 150 milioni di dollari. Lo stesso è il padrone della Esprit Clothing Co, una multinazionale dell'abbigliamento giovanile, quindi grazie a questi fondi, l'International Global Forum a detta del Journal " funziona come una finanziaria che fornisce i capitali iniziali per il lancio di gruppi antiglobal in tutto il mondo".Altro denaro arriva anche dai " fondi di solidarietà" che molte organizzazioni sindacali hanno creato. Domanda: Ma questi fondi non dovevano servire per l'aiuto economico ai lavoratori in caso di sciopero prolungato? Anche la cosiddetta "Sinistra al caviale" dei gruppi radicali che fanno capo a D. Mitterand, grande protettrice dei movimenti secessionisti "rossi" - dall'ETA basca agli zapatisti del Chiapas - il cui organo il mensile Le Monde Diplomatique è diretto da B. Cassens uno dei capi di ATTAC il più importante movimento antiglobal francese, contribuisce economicamente alla "causa".

Ma i grandi finanziamenti arrivano da alcuni grandi capitalisti e finanzieri E così apprendiamo che un finanziere ebreo anglo francese T. Goldsmith, speculatore mondiale in metalli preziosi, ha fondato The Ecologist, la rivista dell'ecologismo estremo, cui sono affiliati intere reti mondiali di gruppi ecologisti, dal WWF a Greenpeace e alle reti neo anarchiche. Il figlio di Goldsmith che dirige la rivista è anche il leader del gruppo anarchico "riprendiamoci la strada", contiguo ai Black Block e attore fra i più violenti delle manifestazioni

E così fra le fondazioni che promuovono la liberalizzazione delle droghe e l'eutanasia, un ente che veglia contro il " risorgere del nazionalismo nell' Est europeo", finanzieri che diventano famosi per le loro speculazioni contro la lira ci si rende conto che tutte queste potenze sono collegate fra loro e con alcuni dei più discutibili movimenti " rivoluzionari ".

Agli inizi del 2001 i servizi segreti canadesi hanno segnalato che durante la marcia "pacifista" su Città del Messico intrapresa dal celebre Subcomandante Marcos capo del cosiddetto "esercito zapatista" del Chiapas , lo stesso non aveva come guardie del corpo poveri contadini del Chiapas, ma bensì "anarchici francesi e italiani" ossia gli stessi che parteciparono ai disordini antiglobal a Genova, Seattle, Washington ed ad aspettarli c'erano tutti da D. Mitterand a F. Bertinotti e proprio in quella occasione il World Social Forum invitò Marcos ad un suo prossimo convegno.

Sembra la trama di un film di fantafinanza, invece a quanto pare è realtà. Ma perché miliardari, finanzieri globali spesso a capo di multinazionali promuovono gli anti-global anticapitalisti? Nel 1994 T. Goldsmith e suo fratello lanciarono un progetto chiamato "Eurotopia": lo smembramento degli Stati d'Europa in 75 "macro -regioni" senza sovranità.

Maurizio Blondet nel suo libro " No Global. La formidabile ascesa dell'antagonismo anarchico" spiega che una delle due caste intesa come la grande finanza globale, considera nemici gli Stati Sovrani perché coi loro confini e leggi porrebbero ostacoli alla libera circolazione di merci uomini e capitali ossia alla globalizzazione compiuta; l'altra contrapposta negli scopi ma apparentata dallo sprezzo per la civiltà democratica e dalla capacità di mobilitazione. L'una vuole il Controllo Globale; l'altra propriamente, non vuole perché è incapace di intendere e di volere ( ed è per questo che il supercapitalismo l'apprezza come il migliore degli antagonisti). Ed in tutto questo spesso ignari ed idealisti giovani vengono usati per scopi che perseguono un solo fine comune: distruggere gli Stati sovrani.

…….Sai cos 'è l'isola di Wight ? L''isola di chi ha negli occhi il blu della gioventù di chi canta ippi- ippi -ippi . Forse era l'isola ……dei Figli dei Fiori.

Confrontandoli con i moderni "pacifisti" così amano definirsi, sembrano passati secoli.





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